Come gestire la protezione dei beni immateriali attraverso l’utilizzo di una blockchain

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Come gestire la protezione dei beni immateriali attraverso l’utilizzo di una blockchain
Come gestire la protezione dei beni immateriali attraverso l’utilizzo di una blockchain
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La CNIL francesa definisce la blockchain come "una tecnologia per l'archiviazione e la trasmissione di informazioni che opera in totale trasparenza, sicurezza e senza che sia previsto un organo di controllo centrale". Concretamente, il protocollo blockchain è un sistema che consente di determinare con certezza "che un soggetto ha effettuato una transazione ad una precisa data", con modalità molto più efficienti rispetto a quelle dei sistemi centralizzati. Questa tecnologia ha introdotto una serie di concetti come la disintermediazione, la fiducia, la sicurezza e la tracciabilità dei dati, che a loro volta hanno spinto diversi operatori attivi nel mercato della proprietà intellettuale a proporre la blockchain come alternativa ai sistemi di protezione della PI gestiti da terze parti sicure e di tipo centralizzato. Ma l'uso della tecnologia blockchain garantisce davvero gli stessi livelli di protezione della proprietà intellettuale?

Vaultinum si propone di analizzare il problema attraverso 4 articoli di approfondimento dedicati al tema "Blockchain e protezione della proprietà intellettuale: quali sono i limiti d’uso?", che saranno pubblicati sul nostro sito web nel corso delle prossime settimane.

In questo primo articolo cercheremo di capire quelle che sono le principali problematiche legate alla protezione dei beni immateriali, spiegando nello specifico come funziona una blockchain.

Aspetti inerenti alla protezione dei beni immateriali, con particolare riferimento alla proprietà intellettuale

Oltre il 65% del valore di una società è rappresentato dal patrimonio immateriale.

Secondo una stima del 2021, oltre il 65% del valore di un'azienda deriverebbe dal relativo patrimonio immateriale (1). Questa percentuale tende ad aumentare in modo significativo nelle aziende giovani o che dispongono di un ridotto patrimonio materiale (si pensi ad AirBnB, che non detiene alcuna proprietà immobiliare). Oggi, quindi, il patrimonio di un'azienda non è più solo quello materiale. Il valore di una società dipende anche da altri fattori, i cosiddetti beni intangibili: know-how, metodi di lavoro, nomi di dominio, tecniche di innovazione, marchi, brevetti, database e diritti d'autore.

Il valore attribuito ai beni immateriali cresce di pari passo con la diffusione di strumenti e tecnologie in grado di assicurare livelli più elevati di sicurezza e tracciabilità di tali beni. Oramai non passa giorno senza che si parli di RGPD, cybersecurity, crittografia e blockchain, a riprova del fatto che i beni immateriali hanno acquisito un valore strategico e che chi li possiede, persona fisica o giuridica che sia, deve operare le scelte giuste per tutelarli. Vedremo, ad esempio, che la blockchain non è sempre lo strumento più indicato per proteggere al meglio il copyright delle proprie creazioni digitali.

 * Sylvie Gamet - https://nowall-innovation.com/wp/actifs-immateriels-valeur-entreprise

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Che cos'è il patrimonio immateriale?

Per definizione, il patrimonio immateriale è costituito da un insieme di elementi difficilmente quantificabili e, pertanto, intangibili ed eterogenei. Tali caratteristiche fanno sì che risulti complesso:

  • individuare gli elementi che lo costituiscono,
  • provarne l’ esistenza,
  • affermare la titolarità di eventuali diritti o proprietà
  • gestirne i relativi beni.

Diversi professionisti ritengono che la blockchain possa risolvere queste criticità attraverso una gestione più semplice ed immediata dei beni immateriali di una persona o di un'azienda. Come abbiamo visto in apertura, la blockchain consente di tracciare i dati digitali con maggior precisione e sicurezza. Tuttavia, il ricorso a questo strumento come prova legale è meno scontato, in quanto la tecnologianon è in grado di fornire lo stesso livello di servizi e garanzie di una terza parte fidata, soprattutto quando si tratta di dimostrare la paternità di una creazione in caso di controversia. Il legame tra un bene e il rispettivo autore è infatti quasi impossibile da dimostrare su una blockchain.

Difficoltà nel provare il legame tra un'opera gestita su una blockchain e il rispettivo autore

Questi due punti saranno approfonditi nei prossimi articoli della rassegna dedicata al tema “Blockchain e protezione della proprietà intellettuale: quali sono i limiti d’uso?”.

Breve panoramica sulle tecnologie blockchain

In pochi anni, la blockchain si è ritagliata uno spazio sempre più ampio all' interno di conferenze, riviste, articoli di ricerca, notiziari, e così via. È entrata prepotentemente nella vita quotidiana delle aziende e di larga parte degli utenti, in particolare attraverso le criptovalute, che nell’immaginario collettivo sono spesso associate alla blockchain e, più di recente, con gli NFT (Non Fungible Token)

 

A mo' di promemoria, la blockchain si basa su una serie di tecnologie, come le reti peer-to-peer, la crittografia e i meccanismi di consenso, in modo da creare un ambiente ritenuto inalterabile. Più semplicemente, la blockchain può essere definita come una tecnologia per l'archiviazione e la trasmissione di informazioni nell’ambito della quale la verifica dei dati e la convalida delle transazioni avvengono mediante consenso, senza l'intervento di un organo di controllo centrale.

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In concreto, ogni transazione registrata nella blockchain viene integrata in un blocco che dovrà essere estratto per potersi posizionare definitivamente all'interno della catena. L'estrazione consiste nel convalidare l'intero blocco eseguendo operazioni di calcolo che richiedono una notevole quantità di energia

 

Si tratta di una procedura svolta dai cosiddetti miner, ovvero membri della blockchain con elevate capacità di elaborazione. L'energia utilizzata dai miner permette di generare la prova di lavoro, che legittima il blocco e ne consente l'integrazione nella catena

 

Diversi miner lavorano sui blocchi in contemporanea. Il primo miner che raggiunge lo scopo viene ricompensato con una cripto-carburante, che può variare a seconda della blockchain. Il guadagno può concretizzarsi in criptovaluta, spazio di archiviazione o nell'utilizzo gratuito di uno dei servizi gestiti dalla blockchain(4).

 

Questo meccanismo di incentivazione è molto importante, in quanto consente di coinvolgere un numero sempre maggiore di miner. Infatti, tanto più i miner sono numerosi, quanto maggiore sarà la concorrenza e più forte risulterà il consenso.

3 elementi tipici della blockchain: convalida per consenso, uso di tecniche crittografiche, database distribuito

Vediamo ora quali sono le caratteristiche principali del database che costituisce la blockchain:

  1. convalida per consenso: per essere registrata nella blockchain, ogni transazione deve essere convalidata dall’estrazione di un blocco. Questa operazione richiede grandi quantità di energia, il che garantisce l'integrità della catena. È praticamente impossibile falsificare il risultato, danneggiandoil contenuto della catena;
  2. utilizzo di tecniche crittografiche per garantire l'immutabilità della catena: ogni blocco è soggetto ad un hash complesso che ne garantisce sia il contenuto, sia la posizione all'interno della catena;
  3. distribuzione della catena: si tratta cioè di un database distribuito. In altre parole, diverse copie della catena sono presenti contemporaneamente su nodi diversi. Un nodo corrisponde ad undispositivo informatico che è stato integrato dal proprietario nella blockchain, effettuando una transazione o facendo mining. Questo tipo di distribuzione consente di ricostituire l'intera catena in qualsiasi momento anche in caso di attacco diretto a determinati nodi, innalzando così il livello disicurezza del database. Ogni utente ha inoltre la possibilità di ricostruire lo storico della catena per verificare la validità delle transazioni.

Conclusione

Esistono molti libri che spiegano con dovizia di particolari il funzionamento tecnico della blockchain, ma non è nostra intenzione addentrarci in questi dettagli. Nei prossimi articoli vedremo come le diverse funzionalità della blockchain possano fornire soluzioni ai problemi che le aziende devono affrontare per gestire i propri beni immateriali e ci occuperemo dell'impatto che le tecnologie blockchain possono avere su due importanti questioni relative alla proprietà intellettuale: la somministrazione di prove e la gestione dei diritti.

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Kristin Avon Senior Legal Officer Vaultinum
Kristin A.Kristin è un'avvocatessa registrata negli Stati Uniti, specializzata nelle aree della proprietà intellettuale e del diritto tecnologico. È membro delle commissioni Strategia e Legale di Vaultinum, incaricate di supervisionare e implementare le politiche e i processi relativi alla protezione dei beni digitali.

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